
Vigilare sulle infiltrazioni della criminalità organizzata sul piano di ricostruzione in Abruzzo, sicuramente giusto vista l’ingente somma di danaro che verrà stanziata, ma non prioritario. Prima di vigilare sulla criminalità spero si vigili bene su tutti quelli che dovranno costruire, con quella vigilanza dovuta sempre, ma sistematicamente dimenticata quando si tratta di edilizia (e non solo).
Quando si pensa alla parola costruire si pensa subito al muratore, quello che fisicamente getta il cemento e crea l’involucro, ma lui non è l’unico responsabile di un eventuale crollo.
Un casa viene progettata, approvata, costruita e approvata nuovamente per l’abitabilità.
In Italia, per ciascuno di questi passaggi non esiste chi controlla, avviene solo ed esclusivamente un semplice passaggio di carte.
Ci si può non credere, ma il nostro codice in materia di costruzioni è estremamente cautelativo, ma è possibile fare qualunque porcheria perché, nella maggior parte dei casi, non avviene nessun controllo e chi dovrebbe essere preposto a quella delicata mansione è pagato da chi costruisce, quindi difficilmente fa obiezioni al suo pagatore.
Il costruttore invece vince gare di appalto al ribasso, che in generale non è una cosa negativa, ma normalmente nessuno controlla se quel ribasso è a scapito di qualche cosa di importante.
Gli enti preposti a dare l’agibilità (il comune per esempio) sono collettori di operazioni burocratiche, mettono uno dietro l’altro dei fogli, dei calcoli, dei progetti, dei costi ecc. senza aver la minima capacità di controllare.
Allora, nel migliore dei casi, avviene che una gara al ribasso venga vinta da una buona azienda, che si è affidata a dei buoni progettisti e che esegue il lavoro a regola d’arte con del buon personale. Nessuno controlla ma si avrà un lavoro buono.
Il rovescio della medaglia è che il lavoro o durante la progettazione, oppure durante l’esecuzione, oppure in tutti e due le fasi, venga fatto male: in questo caso il manufatto avrà delle pecche più o meno grandi, più i meno pericolose.
Quando questo sistema a basso controllo si trasporta nel pubblico, i controlli si azzerano del tutto per il semplice motivo che con gli enti pubblici il sistema è clientelare, ovvero vince la gara chi “deve” vincerla, progetta chi “deve” progettare, controlla e autorizza chi “deve”autorizzare.
Non necessariamente ci sono le tangenti di mezzo, ma il risultato è il medesimo perché la clientela crea monopolio e genera, inevitabilmente, favoritismi.
Il clientelismo, nel settore pubblico, è uguale a politica e spartizione dei danari pubblici; questo sistema vale la politica locale, provinciale, regionale e statale, il discriminante è solamente l’ammontare delle cifre.
Il risultato? Gli edifici vengono giù perché nelle colonne portanti non sono stati eseguiti i cerchiaggi. E non è necessariamente colpa del muratore.
Ora, farsi belli dicendo che si deve vigilare sulla camorra, è troppo facile.
Prima della camorra, i fiumi di danaro spesi nell’edilizia vengono spartiti da un sistema poco serio, fallato e disarticolato, che alla mal parata mette su il famoso teatrino dello scarica barile.
Forse sarebbe meglio ammettere che c’è un intero sistema che non funziona, un sistema che ha un eccellente codice di costruzioni che non viene applicato, o male applicato, in funzione solo ed esclusivamente di un interesse di combriccola.
Troppo facile far finta di accorgersene quando si seppelliscono trecento corpi, perché lo sapevano in tanti, a tutti i livelli e da molto molto tempo.



Era una casa molto carina
Senza soffitto senza cucina
Non si poteva entrarcdi dentro
Perchè non c'era il pavimento
Non si poteva andare a letto
Perchè in quella casa non c'era il tetto
Non si poteva fare la pipì
Perchè non c'era vasino lì
Ma era bella, bella davvero
In via dei matti numero zero
Ma era bella, bella davvero
In via dei matti numero zero
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Il piccolo racconto che segue è realmente accaduto sabato pomeriggio.
Siamo in un negozio di telefonia mobile in una cittadina del nord est, in questo negozio lavora come responsabile un giovane di bell'aspetto, serio, preparato e con esperienza nella vendita.
Entra una cliente, una bella ragazza che vuole acquistare un telefonino e il commesso mostra diversi modelli spiegando caratteristiche e prezzi; dopo un'attenta valutazione la cliente decide per l'acquisto di un modello tra i più recenti, per un costo di circa duecentocinquanta euro.
Il responsabile prende una confezione, la controlla e la porge alla donna ribadendo il prezzo e accingendosi a battere lo scontrino.
Al momento di pagare la giovane, seria e ammiccante dice: "E se al posto dei soldi scopiamo?".
Il commesso li per li rimane interdetto e la prende come uno scherzo, gentilmente esce dalla inusuale situazione con una frase garbata e ribadisce il prezzo, alchè la donna incalza dicendo: "ma non capisci?...non ho i soldi".
Sempre con garbo, il giovane riprende la confezione, fa notare che non é il caso di continuare su quella china e saluta la cliente che abbandona il negozio.
Spesso in queste pagine si è chiacchierato dei comportamenti delle persone alla ricerca di cose fuori dalla loro portata, oppure dei valori che si attribuiscono a certi standard che la società impone, sottolineando la confusione tra effimero e necessario, tra fondante e inutile dove il secondo è considerato più importante del primo.
Questa è una piccola storia vera, che rimarca una grande tristezza, senza moralismi e senza commenti: la misura della povertà sociale in cui si vive è tutta li, nella domanda di una ragazza ad uno sconosciuto, posta senza imbarazzo e con la convinzione che, quella domanda, sia una cosa socialmente normale. forse anche intelligente.